Francesca Rifici

Naturopatia e Cucina naturale a Cesena

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Francesca Rifici

Come dico sempre, “sono Naturopata” e non "faccio la Naturopata". Perché dico questo? Perché è una professione che nasce dalla passione della ricerca e dalla voglia di conoscere sempre più l’essere umano.

È stata come una vocazione, quando nel 2008 ho incontrato per la prima volta la Medicina alternativa.

Come tutti i grandi amori, è stato un colpo di fulmine.

Può sembrare esagerato ma vi assicuro che è andata davvero così!  

Ho incontrato sul mio cammino persone che mi hanno parlato di concetti a me sconosciuti, del legame tra mente e corpo, della forza delle emozioni e della capacità straordinaria che il corpo possiede di guarirsi e rialzarsi dopo ogni difficoltà.

Da questi concetti è iniziato il mio viaggio alla scoperta della Medicina Naturale. Ed è così che ho abbandonato tutto ciò che ero e facevo, per aprirmi a questa nuova strada.

Laureata in Sociologia e Scienze Criminologiche, ho deciso di arricchire il mio percorso. Davanti a quel bivio, scelsi di mettermi in gioco ancora una volta. La curiosità e lo studio personale sono andati arricchendosi con il diploma di laurea quadriennale in Naturopatia, presso l’Istituto di Medicina Naturale di Rimini. Come ci sono arrivata? Vi racconto la mia storia, così capirete meglio perché ho intrapreso questo cammino e perché credo fortemente nelle leggi della Natura.

La curiosità dei bambini:

il perché le cose accadono!

Sono arrivata a una conclusione: le grandi scelte, quelle che ti cambiano, spesso sono la conseguenza di eventi importanti che accadono nelle nostre vite.

Prima del 2008 non avevo mai preso in considerazione l’idea di chiedermi quali fossero i motivi per cui ci si ammala, perché ero convinta e certa che i medici e la nostra medicina sapessero già bene il perché dell’insorgere delle malattie. Nell’immaginario collettivo, sono loro le figure deputate a prestarci soccorso quando non stiamo bene e a darci una cura da seguire per guarire. Purtroppo mi sbagliavo! E l’ho scoperto perché alla fine del 2008, improvvisamente, si è manifestato un problema di salute per un mio familiare e mi sono ritrovata per 4 mesi a chiedere ai medici il perché si fosse verificata una malattia così grave e cosa l’avesse causata.

 

Nella mia logica, sapere quale fosse la causa, era il primo passo per trovare la cura! E lì è avvenuta l’amara sorpresa. La medicina ufficiale, quasi sempre, non conosce le vere cause che portano l’insorgere della malattia, limitandosi a tamponare il danno avvenuto con la somministrazione di farmaci. I farmaci non sono curativi cioè non guariscono, ma bloccano o tengono sotto controllo un disturbo che continua ad agire latente all’interno del nostro corpo.

 

Ci tengo a precisare che non sono affatto contraria alla medicina ufficiale. Essa è utilissima in caso di emergenza, perché sa prestare soccorso immediato e ha la capacità di salvare la vita delle persone. E non è poca cosa! Come ogni approccio, anch’essa ha dei limiti: non è in grado di indagare la causa delle malattie.

Fu così che in 4 mesi persi una delle mie figure di riferimento, il mio caro nonno Pino. Accadde tutto così velocemente e nessuno seppe dirmi il perché o meglio le motivazioni non erano plausibili né esaustive: "è l’età, magari suo nonno fumava quando era giovane, troppa esposizione alle polveri sottili..." 

Qualcosa non mi tornava. Tutte cause esterne. E all’interno dell’organismo cos’era successo? Quali organi non funzionavano più e perché? Per me era inconcepibile.

 

Come si può curare o tentare di curare un essere umano se non sappiamo perché si è ammalato? Da allora capii che non mi sarei accontentata. Non sarei stata in grado nella mia vita di accettare ciò che viene dato per scontato e ufficiale se non possiede una logica e non porta a qualcosa di buono.

È così che è iniziato il mio cammino alla scoperta della medicina naturale. Con il senno di poi e con le conoscenze acquisite, ho compreso le cause che hanno fatto ammalare mio nonno, cosa accadde all’interno del suo corpo e cosa si poteva fare per tentare di salvarlo. Forse era troppo tardi comunque, la malattia era a uno stadio molto avanzato ma avrei potuto donargli una morte più dignitosa e meno sofferente come invece purtroppo ha vissuto.

E allora dedico tutto il lavoro fatto finora e quello che ne seguirà a lui, il mio caro nonno, che ha sì lasciato il corpo, ma è sempre presente con il cuore.

 

Oggi so che nessuno ci lascia mai veramente, nulla finisce davvero e la vita è una risorsa di Bellezza infinita. Imparare a danzare ai ritmi della vita diventa il miglior gioco che possiamo sperimentare.